Stampante 3D: dal 1986 la storia della stampa 3D

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Il primo brevetto sulla stampa 3D fu ottenuto da Charles Hull nel 1986, lo stesso anno in cui le stampanti laser vennero brevettate ed immesse sul mercato. Hull fondò subito la 3D Systems, che diventò una delle più importanti aziende del settore.

La caratteristica principale della stampa 3D è che il software può “tagliare” un modello 3D in una serie di livelli (o fette) 2D, e una macchina può costruire un oggetto stampando livello dopo livello.

Spesso chiamata “produzione additiva”, la stampa 3D sembra qualcosa di magico. Guardare una stampante 3D che crea un oggetto può essere ipnotizzante ma allo stesso tempo stancante visti i tempi di stampa. La creazione di un oggetto può durare dai 20 minuti alle 20 ore, a seconda della complessità dell’oggetto, al materiale di stampa, alla tecnica di stampa e alla risoluzione utilizzata.

Dall’industria ai privati grazie a ReapRap

Dopo circa 20 anni di utilizzo nei settori industriali, la stampa 3D è diventata una tecnologia a portata di mano anche per gli utenti privati. Lo sviluppo si ebbe nel 2005 quando venne lanciato il progetto RepRap. L’obiettivo iniziale del progetto era quello di creare una macchina in grado di ricreare se stessa. Una parte della piccola, ma molto attiva, community che si creò attorno al progetto presentò delle macchine ispirate ai modelli evolutivi di Mendel e Darwin. Un’altra parte della community lavorò invece sulla creazione del software necessario per elaborare i file .stl (un termine cognato da Hull per stereolitografia), trasformandolo nelle istruzioni g-code che permettevano alla stampante 3d muoversi.

Inizialmente il progetto RepRap mostrò i suoi limiti riuscendo a creare una macchina i cui componenti potevano essere stampati solo in parte (recentemente si è riusciti a richicreare circa il 40% delle componenti di una stampante RepRap).

Makerbot vuole semplificare

Stanchi di produrre stampanti 3D che presentavano sempre i stessi problemi, Bre Pettis, Zack Smith e Adam Mayer decisero di fondare Makerbot nel 2009. L’obiettivo era quello di proporre un kit base di RepRap ma con una serie di miglioramenti importanti.

La differenza tra RepRap e Makerbot era simile alla differenza che passa tra il provare a fare il pane in casa raccolgiendo gli ingredienti in modo veloce e approssimativo e il provare a fare il pane acquistando un kit con gli elementi pesati e controllati. Non a caso il rpimo prodotto Makerbot fu chiamato Cupcake. Per costruire la stampante erano necessarie ore di lavoro e competenze tecniche di cui non tutti disponevano. Cupcake fu comunque di ispirazione ad altri team che cercarono di migliorarla.

2012 l’anno della svolta

Nel 2012 si assistette a importanti cambiamenti. MakerBot iniziò a lavorare ad una nuova versione della sua stampante 3D completamente asseblata. Contemporaneamente la concorrenza aumentò, sia dall’alto che dal basso. Dall’alto si assiste alla scesa in campo di gruppi industriali come la 3D Systems con la sua Cube. Dal basso, ispirati dal successo MakerBot si assite ad un’esplosione di progetti su Kickstarter che cercano i finanziamenti necessari per realizzare il prodotto. Molti dei progetti non erano interessanti proponendo solo riduzioni di prezzi. Alcuni di questi invece mostravano solide basi e nel corso del tempo si sono affermati come marchi importanti vedi MakerGear, Printrbot, Afinia e altri.

Oggi ci troviamo di fronte centinaia di modelli di stampanti 3D e centinaia di produttori da ogni parte del mondo. Quando si sceglie una stampante 3D gli aspetti da osservare sono molti ma il più importante è probabilmente è il software in dotazione e la documentazione. Questo ci permette di approfondire ogni aspetto della stampa 3D, migliornaod i nostri oggetti ed ottimizzando i consumi.

A differenza dell stampanti che siamo abituati ad utilizzare nelle nostre case ed uffici, quando parliamo di stampanti 3D è difficile riuscire a provare un’esperienza “out of the box”, è difficile acquistare la stampante, attaccarla al computer, creare l’oggetto, cambiare le cartucce senza passare per un qualche intervento tecnico o “problema” di settaggio. Il vero successo della stampa 3D viene però dalle persone che quotidianamente si aiutano ed insegnano ad altre persone, quindi non spaventarti.

Hai imparato ad usare il computer, lo smartphone e CAD quindi non sarò difficile. Buona stampa

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