3D printing e disabilità: il racconto di un fotografo

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3D printing e disabilità: il racconto di un fotografo

La prima volta che si è cimentato nell’arte della fotografia Brendon Borsellini stava giocando. Dopo tutto come può una persona cieca e sorda cimentarsi con questa arte? Ma quello che è iniziato come uno scherzo è diventata velocemente un modo per utilizzare gli altri sensi per vincere questa sfida.

Brendon è nato sordo e parzialmente cieco. Nel corso degli anni la sua cecità è peggiorata fino a diventare completa. Queste difficoltà non l’hanno però fermato nel condurre un brillante percorso accademico che lo ha portato a ricevere nel 1989 un importante premi in Australia appena prima di decidere di interrompere gli studi e di iniziare il suo percorso di fotografo.

Attraverso i suoi sensi Brendon decide i suoi scatti: ascoltando le onde immagina la sua composizione toccando le rocce del mare cerca di capire le varie texture . Purtroppo in otre 20 anni di scatti non è mai riuscito a visionare le sue creazioni per cercare di capire come e dove migliorare. I commenti delle persone ha cercato di tradurli con alcuni strumenti ma in nessun modo ha mai potuto vivere le proprie foto.

Grazie al 3D printing, Brandon ha trovato oggi il modo di superare questi ostacoli e “vedere” i suoi scatti. La stampante 3D utilizzata riconosce le texture nelle immagini e crea gli oggetti topografici cosi da sentire gli oggetti che compongono la foto. A 3dprint.com il fotografo ha detto di essere in grado a riconoscere ogni elemento dell’immagine e di provare una sensazione incredibile nel poter toccare le proprie immagini.

The blind photographer from ABC Open Tropical North on Vimeo.

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