Armi Stampate 3D: Presentata la Prima Pistola

Abbiamo già affrontato il tema delle armi realizzate con una stampante 3D e abbiamo già espresso le nostre preoccupazioni mostrandovi un documentario girato da Vice che intervistava un ragazzo di 25 anni impegnato nello sviluppo della prima arma completamente realizzata con una stampante 3D.

Bene, anzi male

Oggi Cody R. Wilson ha presentato al mondo la prima arma stampata in 3D. Quello che per molti rappresenta un incubo è diventato realtà.

Al giornalista di Forbes Andy Greenberg è stato permesso di seguire la creazione dell’arma anche se il modello 3D non è ancora stato reso pubblico dal momento che l’arma non è stata ancora collaudata e testata a dovere.

I 16 componenti di quella che viene chiamata Liberator, sono tutti realizzati in ABS utilizzando una Dimension SST della Stratasys. L’unica cosa non in ABS sono i proiettili, quelli saranno veri.

Per la precisione c’è un’altra componete metallica, una barra di metallo che è stata inserita per far riconoscere l’arma ai metal detector per rispettare il Undetectable Firearms Act, una legge americana che regola il possesso di armi da fuoco.

Pistola stampa 3d

Una volta online, il modello 3D della pistola potrà però essere modificato ed utilizzato in ottemperanza o meno delle regole vigenti. Ogni potrà quindi stampare la sua arma.

Da quando Wilson ha mostrato al mondo il progetto al quale stava lavorando le reazioni di sdegno sono state molte. Alcuni politici americani stanno anche discutendo della possibilità di inserire all’interno del Undetectable Firearms Act una sezione dedicata alle armi prodotte con le stampanti 3D.

Può essere un problema e intendiamo affrontarlo

La questione è molto delicata, e noi di Stampa 3D Italia vogliamo affrontarla e discuterne. Parliamo spesso di rivoluzione industriale e di libertà nel poter creare i propri oggetti, le armi fanno parte di questa libertà? Tu cosa ne pensi?

Via: Forbes

2 thoughts on “Armi Stampate 3D: Presentata la Prima Pistola

  1. Salve,

    io come Geometra sono sempre rimasto molto affascinato dalle stampanti 3d, sentire che siano arrivate alla ribalta per una notizia del genere l’ho trovato ” disarmante” perdonate le virgolette. Io non ce li vedo i veri delinquenti a cimentarsi con cad e software per farsi una pistola di plastica, molto più facile comprarla vera, andare in uno dei nostri paesi limitrofi sempre facenti parte dell’unione europea e comprare una beretta con 400 euro, è un attimo.volete costruire un silenziatore illegalmente?il web è pieno di istruzioni, se poi smettiamo del tutto di fare gli ipocriti entriamo nel deepweb allora, ed è da ridere, potremmo ordinare direttamente un mitragliatore d’assalto, munizioni e per star sicuri un rene di scorta, basta un ragazzino di 16 anni ed un computer. Il vero problema è nella tracciabilità dell’arma? un non problema visto che le armi vengono sempre rese irriconoscibili. O il problema stà nel fatto che sia non detectabile dai metaldetector? Ma perchè fin’ora vi risulta che le varie armi in abs e ceramica siano riuscite a fermarle? Non mi sembra che per far schiantare un aereo in pieno centro a new york siano servite armi di plastica, chiunque sia stato. sono i proiettili che sono importanti, quello è l’unico mezzo per non far funzionare un’arma, fermare i proiettili. Controllare quelli. Io penso che il problema sarà dei ragazzi, che con 500 euro di stampante si potranno fare la pistola che è fica, anche se niente gli ha impedito fin ora di modificare una sparachiodi o di modificare le armi a gas o a molla fino a diversi jaule, a quel punto scatterà la ricerca delle munizioni.
    Con le cose mirabolanti che queste stampanti 3d porteranno nel nostro futuro, io questo non lo trovo un problema. Grazie a internet oggi esiste un mondo parallelo incredibile, dovremmo proibirlo perchè attraverso esso si sono commessi dei crimini? Dagli adescamenti agli omicidi alle truffe ai raggiri più disparati ecc ecc? No, secondo me. Certo è che le leggi e le legislature sono e saranno sempre più indietro rispetto a quel che chiede il popolo, in Italia poi, che te lo dico a fare. MA ben venga il dialogo, se c’è un problema, far finta di niente non lo risolve. Almeno prenderemo in considerazione un punto di vista di verso che non avevamo considerato.

    Davide Artale

    • Ciao Davide, ti ringraziamo del tuo parere che condividiamo totalmente. Il problema secondo noi non sta tanto nella disponibilità o meno delle armi ma nella cultura delle persone. Se guardiamo le statistiche sulla distribuzione delle armi nel mondo ci sono molti paesi (vedi Canada, Germania, Arabia Saudita) dove ogni 2 abitanti c’è un’arma, ma non ci sembra che in questi luoghi le stragi siano così frequenti. Naturalemnte il tema è delicato e i legislatori di tutto il mondo dovranno intervenire velocemente per colmare un buco legislativo naturale.
      In riferimento alle “cose mirabolanti” ;) noi le mostriamo ogni giorno perchè siamo convinti come te che gli aspetti positivi di questa tecnologia siano di gran lunga maggiori rispetto a quelli negativi.

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